Mettersi in gioco col Tango:  i laboratori di Tangoterapia

“Il tango è un abbraccio che si balla” (Greco)

“Quello che trasforma un buon tango in un bel tango è lo stato d’animo, l’intensità con cui si è dentro. Sono le implicazioni psicologiche e culturali che lo rendono vissuto e non solo eseguito” (F. Manara)


Ma perché proprio il tango argentino? Cosa lo rende unico, diverso dagli altri balli, al punto tale da renderlo patrimonio dell’Umanità nel 2009?

Il tango argentino rompe gli schemi delle altre danze, sospende il movimento continuo e codificato degli altri balli di coppia, ne rompe la coreografia simmetrica e mette in gioco il proprio modo di sentire ed essere evocato dalla specificità di quella musica e di quell’abbraccio.
I codici, i passi base e la musicalità del tango sono catalizzatori di emozioni che si esprimono attraverso il corpo, primo strumento di comunicazione e relazione, che condensa e svela silenziosamente la storia di ciascuno, le vicende che portano al modo di percepire, reagire, interagire con l’altro. E tutto questo entra nel tango che, attraverso la connessione dell’abbraccio, la qualità del movimento, la suggestione della musica, propone il proprio modo di essere e sentire, di proporsi nella relazione, nell’improvvisazione dei passi appresi, la tecnica, vengono utilizzati creativamente per produrre qualcosa che ogni volta è nuovo e appartiene solo a quello specifico momento e a quella coppia. Non esiste un tango uguale a un altro, nemmeno quando viene ballato dalla stessa coppia sulla stessa musica.

Quando diventa terapeutico ballare?

Gli elementi costitutivi del tango vengono utilizzati terapeuticamente per permettere a ciascuno di incontrarsi nell’incontro con l’altro, di esplorare e sviluppare una maggiore e migliore conoscenza e consapevolezza di sé (es. percezione e rappresentazione di sé, aspettative su sé e sull’altro, modi di proporsi, paure, vissuti, emozioni) e  del proprio essere in relazione con l’altro nel qui e ora che si lega a un “là e allora”,  in un contesto che è contemporaneamente intraindividuale, duale e gruppale.
(Nota: non è un po’ tecnico il finale per non addetti?)

I laboratori di Tangoterapia

Non sono lezioni di tango, né una forma di psicoterapia a mediazione corporea, ma incontri che utilizzano i fondamenti e le dinamiche del tango per esplorarsi, conoscersi, esprimersi mettendosi in gioco e aiutando a stimolare la creatività.
Per tale motivo sono aperti a tutti, non necessariamente ballerini di tango.
Nel laboratorio la conduttrice fa delle proposte volte a questa esplorazione e i partecipanti sono liberi di scegliere quanto coinvolgersi. Non essendo un percorso, non viene dato spazio all’esplorazione delle dinamiche più squisitamente psicologiche, ma può venir chiesto un semplice feedback su quanto vissuto, in un clima non giudicante e rispettoso.

Per approfondire

Numerosi studi scientifici dimostrano che il tango argentino ha importanti effetti sul benessere, agendo positivamente sulle sfere fisica, emotiva, psicologica e relazionale.
La tangoterapia costituisce oggi una delle possibilità terapeutiche all’interno della Medicina Integrata e si sta diffondendo sempre più in molteplici contesti e patologie: psicoterapia, RSA, ospedali, scuole, contesti socio-educativi, malattia di Parkinson, demenze, pazienti oncologici, con problemi cardio-respiratori, persone diversamente abili, solo per citarne alcuni.
Nel metodo Trossero (psichiatra argentino) la Tangoterapia può essere definita come un sistema integrato di teoria e di tecniche che utilizza gli strumenti del tango argentino (il ballo, la musica, la poesia, i codici, la filosofia e cultura) per poter meglio accedere ed esplorare le proprie risorse individuali, il proprio stile di contatto e di relazione con se stesso e con gli altri.
Nel metodo Riabilitango l’insegnamento professionale del tango si fonde con specifiche competenze sanitarie in campo riabilitativo e di assistenza a pazienti neurologici, arrivando a una selezione e modifica delle tecniche sulla base della loro fattibilità e sicurezza, al fine di la qualità di vita delle persone, mantenere un buono stato di salute psico-fisico e fornire un’importante occasione di socializzazione.

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